Semine e pacciamature

L’altroieri abbiamo pareggiato la terra del secondo bancale, abbiamo seminato e pacciamato abbondantemente. In questo bancale stiamo coltivando varietà orticole provenienti dalla collezione di semi di Kokopelli: Lattuga romana e Lattuga iceberg rossa (lactuca sativa), Zucchine gialle e Zucchine tonde di Nizza (Cucurbita pepo), Carota rossa “De colmar” e Carota di Nantes (Daucus carota). Una volta finita la semina del bancale abbiamo completato la pacciamatura sulla bina di pomodori impiantata nei giorni scorsi. Nella prima foto: il bancale coltivato. Nella seconda: la distribuzione della paglia sulla fila dei pomodori.

orto a bancale

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Lavoro, lavoro e duro lavoro

Oggi la terra non era in tempera, ma era ancora umida in profondità per il temporale dell’altro giorno. Abbiamo preferito non lavorarla e aspettare che si asciughi. Nel frattempo il lavoro non manca. Oggi abbiamo spostato una raccolta per l’acqua, completato le pacciamature con paglia nei bancali e piantumato il primo albero del futuro arboreto. In ogni caso il lavoro più duro di oggi è stato spostare venti carriole e più di letame e distribuirlo lungo le curve di livello che lavoreremo nei prossimi giorni. La terra coltivata in modo convenzionale si impoverisce e perde gran parte della materia organica. La terra “s’è sciapìta”, come si dice qua, e noi mettiamo carriole e carriole di letame per nutrire la terra impoverita.

Spalare letame 1

Spalare letame 2

Pomodori determinati: semina diretta

Dopo le lavorazioni di ieri (queste), oggi ho finalmente seminato i pomodori in campo aperto: 200 – 250 semi in 68 postarelle. Entro una quarantina di giorni diraderemo le piante fino a lasciarne una per postarella. Ho scelto di seminare in campo aperto piuttosto che trapiantare piantine principalmente per un motivo: il pomodoro seminato direttamente in terra sviluppa una radice fittonante che può arrivare ad un metro e mezzo di profondità. Questo produce piante che sono generalmente più robuste, più resistenti a insetti e malattie, e molto meno esigenti per acqua e nutrienti. Le condizioni in cui coltiviamo (grandi spazi, quasi senza acqua, pochissimi mezzi, forza lavoro poca e saltuaria) non ci permetterebbero una coltura più intensiva. In base alla scarsità dei mezzi ho deciso il tipo di impianto: coltivazione su curva di livello, semina diretta di pomodori determinati, pacciamatura. Nella foto: la curva di livello seminata e le postarelle pacciamate con la paglia.

Semina diretta pomodori

Lavorazioni per pomodori

Il lavoro in assoluto più pesante della giornata è stato la preparazione della terra lungo la quarta curva di livello. Con il motocoltivatore abbiamo fresato un’area di circa 60 metri quadrati. Abbiamo aggiunto e sparso sulla terra dieci carriole di letame, poi abbiamo rilavorato la terra per sfinarla e farle incorporare il letame. Abbiamo misurato e segnalato con paletti le distanze di impianto per una bina di pomodori determinati. Domattina si semineranno direttamente in campo aperto circa 200 semi di pomodoro che saranno poi diradati fino a lasciare circa 70 piante in terra. Nelle foto: la seconda lavorazione e la bina pronta per la semina di domani.

Concimazione e fresatura

Bina da seminare

Orto a Bancali I

Ieri abbiamo finito di lavorare la terra nel primo bancale con il motocoltivatore. Abbiamo trapiantato fagiolini “Purple queen” su gran parte dell’area. Nella parte restante oggi abbiamo seminato zucchine di due varietà: Alberello di Sarzana e Nero di Milano. Abbiamo anche terminato il lavoro di fresatura del secondo bancale, che è pronto ad essere seminato domani. Nelle foto: il primo bancale completo (coltivato e pacciamato con segatura) e la fresatura del secondo bancale.

Orto a bancale 1

Orto a bancale 2 fresatura

Pacciama pacciama pacciama!

Subito dopo aver seminato zucche e fagioli in consociazione (qui), abbiamo coperto tutta l’area coltivata con un abbondante strato di paglia. La pacciamatura è importante perché tiene sotto controllo le erbe infestanti e soprattutto perché rallenta l’evaporazione dell’acqua dal suolo. Zucche e fagioli sono piante ad altissimo fabbisogno idrico e nell’orto non disponiamo di una riserva d’acqua sufficiente ad irrigare tutta l’area coltivata: queste condizioni rendono la pacciamatura fondamentale.

Pacciamatura in paglia

Semina diretta e consociazione zucche – fagiolini

Dopo la semina dei ceci nelle prime due fasce in cima alla collina (le più aride), stamattina siamo passati alla coltivazione della terza curva di livello. Come coltura principale abbiamo scelto di seminare in campo aperto un mix di zucche, mentre come coltura secondaria abbiamo seminato dei fagiolini.

La semina diretta in campo delle cucurbitacee ha un vantaggio innegabile sul trapianto: la pianta ha la possibilità di sviluppare una radice fittonante molto profonda, cosa impossibile in caso di semina in vaso. Una radice profonda vuol dire un fabbisogno idrico molto limitato perché la pianta può raggiungere l’acqua fino ad oltre un metro di profondità.

Le varietà di zucca provengono dal mix “Courges en mélange” fornitoci da Kokopelli. L’etichetta ci informa che il mix contiene zucche di tre delle cinque specie di Cucurbita domesticate: Cucurbita maxima (le classiche zucche gialle), Cucurbita moschata (zucche del gruppo delle butternut) e Cucurbita pepo (zucche del gruppo delle zucchine).

Le zucche sono state seminate a circa un metro e mezzo di distanza su più file sfalsate per un totale di 47 postarelle. Nello spazio fra una zucca e l’altra abbiamo seminato fagiolini nani mangiatutto varietà Purple queen. Le zucche sono forti consumatrici di azoto, mentre il Phaseoulus vulgaris è un azotofissatore: i fagiolini sono stati scelti come coltura di supporto proprio per questo motivo (come avevamo già fatto qui).

Semina zucche e fagiolini

Semina zucche e fagiolini 2

Primo raccolto: fave e piselli

Giovedì scorso abbiamo fatto il primo raccolto di fave (Vicia faba) e piselli (Pisum sativum) che avevamo seminato la prima settimana di Dicembre nell’orto. Abbiamo riempito due grossi sacchi (nella foto) per un raccolto di circa 30 kg di legumi freschi. Sono rimaste in campo un po’ di fave e circa metà dei piselli. Questi giorni completeremo la raccolta.

Raccolta legumi

Le semine non finiscono mai

Oggi la terra è ancora troppo bagnata per lavorarla senza fare danni. I volontari non ci sono stamattina e la raccolta di fava e piselli è rimandata al pomeriggio. Ma la mattinata non è persa, perché a Maggio le semine non finiscono mai: ho seminato circa 50 pomodori che strapianteremo nell’orto nel giro di 3 settimane, se il meteo ci aiuta. Ho scelto una specie di pomodoro determinato, ovvero una varietà con una crescita contenuta. Al contrario delle varietà a crescita indeterminata che si presentano come liane sarmentose a sviluppo continuo, questa varietà di pomodoro assume una più contenuta forma di cespuglio. Il vantaggio più ovvio è che i pomodori determinati non hanno bisogno di tutori; lo svantaggio principale è che la raccolta non è scalare ma si raccoglie tutta la produzione allo stesso momento.

Romanelli semina

Consociazione di Leguminose e Cucurbitacee

Ieri abbiamo trapiantato un misto di zucche autoprodotte in mezzo al filare delle fave. Parte dei semi sono stati presi da una zucca “Butternut” (Cucurbita moschata) acquistata ad un mercatino bio, il resto dei semi proviene da un misto di semi di zucca che abbiamo acquisito ad uno scambio di semi. La terra, mai calpestata e sempre coperta da abbondante pacciamatura, si lavora senza sforzo e quasi senza strumenti. La consociazione di una Leguminosa con una Cucurbitacea non serve solo ad ottimizzare lo spazio nell’orto: le fave sono un azotofissatore, mentre le zucche sono forti consumatrici di azoto. Le fave quasi mature verranno presto raccolte e le piante tagliate: l’azoto rilasciato dalle loro radici verrà usato dalle zucche in fase vegetativa. La consociazione delle zucche con l’aglio nel secondo filare è del tutto casuale e ci servirà come metro di paragone per studiare le interazioni delle piante.

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