Piantamento

Le scorse settimane abbiamo piantato gli alberi con i bambini delle elementari, con volontari europei e africani, con i Nuovi Amici. Un po’ di foto delle giornate:

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Piantamento dell’arboreto: siamo pronti

Stamattina abbiamo finito di scavare le buche per mettere a dimora i primi sessanta alberi dell’arboreto. Abbiamo piante, concime, cartoni e paglia per pacciamare. Grazie all’aiuto dei volontari italiani ed europei nei giorni scorsi e grazie al lavoro dei volontari africani stamattina finalmente è tutto pronto per il piantamento dei prossimi giorni. Nelle foto: i volontari al lavoro stamattina e il campo pronto ad accogliere alberi.

volontari africani

Futuro arboreto

Alberi!!!

Oggi siamo andati a prendere gli alberi che piantumeremo le prossime settimane: una sessantina di piante fra meli, ulivi e peri di varietà marchigiane antiche e piante forestali di supporto.

Melo (Malus domestica) – Mela Rosa, Mela Rosa Stellata, Mela Rosa Gentile, Mela Gelata Cerina, Mela del Papa, Mela Rozza, Mela Abbondanza rossa, Mela Abbondanza bianca, Mela Annurca delle Marche. Pero (Pyrus communis) – Pera Angelica, Pera Coscia. Ulivo (Olea europea) – Raggia, Orbetana, Oliva Grossa, Ascolana tenera, Ascolana dura. Melograno (Punica Granatum), corniolo (Cornus mas), olivello spinoso (Hippophae rhamnoides), ginestra (Spartium junceum).

Alberi

Il primo fungo

Per mesi abbiamo provato a coltivare funghi champignon (Agaricus bisporus) partendo dal micelio essiccato. Come substrato di coltura abbiamo usato segatura e caffè usato. Abbiamo provato con diverse proporzioni dei due materiali. Abbiamo tenuto le buste con i miceli in casa, dove temperatura e umidità erano monitorate costantemente da David. Abbiamo seminato le spore anche in terra piena, pacciamando con segatura, un materiale ad alto contenuto di carbonio ottimo per i funghi. Nonostante tutto non siamo riusciti a produrre nulla, non un singolo fungo.

Pochi giorni fa, mentre controllavo le piante dell’orto della foresteria, all’improvviso, eccolo lì, vicino alle scalette, dove di sicuro nessuno lo ha seminato: un grosso e grasso fungo champignon volontario.

Champignon

La pioggia, finalmente

Dopo mesi e mesi di siccità finalmente ha piovuto. Un tempismo perfetto per l’orto: il giorno prima dell’inizio della pioggia, insieme ai nuovi volontari europei, abbiamo piantato 500 piantine di insalata. La nostra preoccupazione era che la raccolta di acqua da mille litri non sarebbe bastata ad irrigare le nuove piantine e a mantenere il vecchio orto assetato. Ma finalmente ha piovuto e sembra che pioverà ancora. Il terreno argilloso e la pacciamatura di paglia tratterranno a lungo l’acqua nella terra.

orto bagnato

L’orto stamattina

impianto insalate

L’orto qualche giorno fa mentre piantavamo 250 insalate

Aggiornamenti dall’orto I

La pianta più bella dell’orto della foresteria è una zucca violina (Cucurbita moschata). È una pianta volontaria che si è seminata da sola nell’angolo più ombroso di un orto ombroso. Nonostante la pochissima luce, la poca acqua e le scarse cure, ora la zucca copre più di 5 metri quadri, non ha segni di carenze o malattie e sta portando a maturazione due belle zucche.

Zucca violina 1

Zucca violina 2

Alcune brassicacee (cavoli e cavolfiori) sono state colonizzate dai bruchi delle farfalle. Nella settimana in cui nessuno ha controllato l’aiuola sono arrivate le cavolaie (Pieris brassicae) che hanno deposto le uova. In pochi giorni le uova minuscole si sono schiuse e i piccolissimi bruchi hanno cominciato a mangiare le foglie dei cavoli, fino a diventare i bei bruchi tigrati da cinque centimetri che ho trovato stamattina. Visto che il raccolto ormai era perso ho deciso di non intervenire e ho lasciato vivere i bruchi quasi pronti a trasformarsi in pupe.

bruchi cavolaia

Anche i ravanelli (Raphanus sativus) sono una Brassicacea, ma le farfalle li hanno snobbati, preferendogli cavoli e cavolfiori.

ravanelli

Archeologia agricola

Stamattina presto, cercando materiale per l’orto in un vecchio fienile, mi sono imbattuto in un reperto della fine dell’epoca dell’agricoltura manuale europea: una lama triangolare di circa 40 centimetri, larga 20 alla base. Questo attrezzo era dotato di un manico di legno perpendicolare alla lama e serviva ad affettare porzioni di fieno per gli animali. Sul codolo è inciso il numero 50 e un simbolo, lo stesso dell’adesivo semisbriciolato che è caduto dalla lama appena raccolta: un’aquila con una falce fienara nel becco con una stella rossa che irradia luce sullo sfondo. Devo dire che sono rimasto sorpreso dalla simbologia agro-socialista che ho dissotterrato insieme alla lama.

Tagliafieno

Tagliafieno codolo

Tagliafieno simbolo

Gli ultimi ceci

Stamane all’orto abbiamo irrigato e raccolto pomodori e zucchine. Abbiamo anche completato il raccolto delle ultime file di ceci, procurandoci ore di lavoro all’ombra ad aprire baccelli.

ultimo raccolto ceci

La calura

Stamattina alle 8 all’orto facevano già 30°. Abbiamo irrigato il mais e le zucche, raccolto un po’ di pomodori e siamo scappati all’ombra a sgranare ceci bianchi e neri per qualche ora.

irrigazione

raccolto

ceci